“Daremo vita a una coalizione tra moderati e progressisti per le prossime elezioni in Sicilia. Alfano è per questa impostazione. Con lui lavoriamo in piena sintonia. A Roma come a Palermo“. Lo ha detto il presidente della Commissione Esteri al Senato, Pierferdinando Casini, in conferenza stampa a Scicli.

“Il Partito popolare europeo in Sicilia -ha aggiunto Casini – seguirà una impostazione di destra, noi come Centristi per la Sicilia non li seguiremo. Il nostro campo è il centro sinistra. Il candidati a governatore? In campo ci sono Gianpiero D’Alia, Giovanni La Via e Dore Misuraca. La scelta cadrà su uno dei tre. Si farà un ragionamento comune con Alfano per scegliere il candidato che ha più chance di vincere”.

“Se si vuole governare realmente la Sicilia e il Paese, l’unico progetto credibile, come sta avvenendo in Europa, è un’alleanza tra moderati e progressisti. Su questo stiamo lavorando”, ha aggiunto il coordinatore nazionale dei Centristi per l’Europa, Gianpiero D’Alia.

“Non guardiamo ai modelli – ha osservato l’ex ministro – ma ai progetti e il nostro è quello di fare crescere più possibile l’area popolare moderata. Questo progetto non può certo trovare spazio in un’alleanza di destra con Salvini e Meloni”.

Ho rispetto per Nello Musumeci – conclude – ma il suo non è un progetto di civismo, quanto della destra che prova a dialogare con un pezzo di centrodestra siciliano che, in Sicilia, già non ha funzionato”.

Anche nel Pd prosegue l’operazione di corteggiamento ad Angelino Alfano, di fatto stretto tra due fuochi: nel mirino di centrodestra e centrosinistra per quel “bottino” di voti che in Sicilia potrebbe fare la differenza.

Ieri il ministro degli Esteri, al termine di un Consiglio dei ministri, ha avuto ulteriori contatti con diversi big del Pd tra cui Lorenzo Guerini e Graziando Delrio, gli stessi con cui aveva parlato la scorsa settimana e dai quali aveva ricevuto garanzie in vista delle Politiche 2018 per superare il muro dello sbarramento.

Ieri dal Nazareno non hanno nascosto l’ottimismo parlando di “sostanziali e concreti passi in avanti” perché sul piatto non c’è solo la Sicilia.

La partita, confermano da Area Popolare, è tutt’altro che chiusa soprattutto perché dentro il partito i malumori ed il rischio di spaccature per una convergenza con il Pd non sono elementi che passano in secondo piano. Sono diversi gli esponenti di rilievo di Ap che guardano più a destra che a sinistra. E proprio oggi ad Arcore è in programma un pranzo per discutere del nodo candidature.

ELEZIONI IN SICILIA ECCO IL SONDAGGIO