“UN GRANDE BLUFF”: non usano mezzi termini i disabili gravi siciliani per definire il comportamento dell’amministrazione regionale nei loro confronti. Cosa chiedono? Semplicemente la normalità, ovvero l’assistenza domiciliare di cui necessitano per svolgere qualsiasi attività essendo affetti da patologie che ne determinano la totale non autosufficienza.

La faccenda è complicata. Dopo mesi di proteste di piazza, appelli, e duri confronti con il governatore Crocetta, i disabili speravano di aver ottenuto i fondi per l’assistenza. Fondi arrivati solo in parte e a singhiozzo. Crocetta dice che le somme alle Asp sono state erogate ma qualcosa nel meccanismo si è inceppato.

C’è di più. E lo spiegano i disabili riuniti nel comitato Siamo Handicappati No Cretini tramite la loro pagina facebook allegando prova fotografica di una lettera inviata dal Comune di Ragusa ad un ragazzo disabile in cui lo si informa della “sospensione del servizio di aiuto domestico”. Sembrerebbe, a quanto si apprende dai commenti in rete scaturiti dopo la denuncia del comitato, che quello di Ragusa non sia un caso isolato e che lettere analoghe siano state ricevute dai disabili nisseni già ai primi di agosto.

Ecco cosa scrive il comitato su quanto sta accadendo:

“Ed eccoci al punto in cui quello che temevamo si sta avverando. Ci avevano provato più volte in più comuni, ma il comune di Ragusa lo ha messo per iscritto: accettando il patto di cura si rinuncia a quelle già limitate ore di assistenza che venivano date. Il grande piano di questo governo ormai alla frutta si sta dimostrando un grande BLUFF.
1:non tiene in considerazione i disabili Gravi;
2: non garantisce l’applicazione della legge (con presa in carico, UVM (unità di valutazione multidimensionale, ndr) e piani personalizzati);
3: Non garantisce i servizi;
4: Non garantisce continuità alle erogazioni.

Ci avete messo uno contro l’altro per una manciata di soldi e tapparci la bocca. Come i peggiori tra i prestigiatori fate il gioco delle tre carte dandoci qualcosa per toglierci tutto…
Questo è inaccettabile, indecente, vergognoso…
Alla assessora Mangano e al grande assente Gucciardi chiediamo subito di prendere posizione, monitorare le Asp e comunicare i dati sull’andamento dei lavori delle ASP (al collasso); Al comune di Ragusa chiediamo di ritirare la nota immediatamente, altrimenti verranno denunciati per interruzione di pubblico servizio ed abuso di ufficio.
NOI NON SCHERZIAMO, RICORDATEVI CHE
#SiamoHandicappatiNoCretini”

Per potere usufruire dell’assegno di cura, i beneficiari – ribadiamo disabili gravissimi – hanno sottoscritto un patto di cura dove viene dichiarato che le risorse monetarie saranno destinate per il benessere del disabile individuando il caregiver (la persona che si occupa del disabile) e rinunciando ad altre forme di assistenza indiretta, cioè forme di assistenza di tipo monetario. Cosa c’entra adesso la sospensione del servizio di assistenza domiciliare? 

Allora, ricapitolando: il primo assegno per l’assistenza i disabili lo hanno avuto a giugno, ed era relativo ai mesi di aprile, maggio e giugno. A luglio non hanno ricevuto nulla, ad agosto nemmeno. Pare che qualche Asp, a seguito della richiesta di delucidazioni, abbia comunicato che per ogni liquidazione bisogna emettere un atto formale. La prossima delibera dovrebbe essere fatta a settembre, e si dovrebbe andare avanti con ‘pacchetti’ di 3 mesi.

Intanto, in questa estate rovente, i disabili, molti dei quali già indebitati con i loro assistenti, hanno dovuto anticipare di tasca loro il pagamento di chi possa aiutarli, anche a soffiarsi il naso o bere un bicchier d’acqua. E chi i soldi non li ha, cosa fa? Quale prospettiva lo attende?

Giovanni Cupidi, tra i principali protagonisti delle proteste dei disabili commenta: “Tutto questo è illegittimo. I Comuni non possono prendersi il diritto di sospendere provvedimenti di assistenza che vengono già erogati, stanno facendo qualcosa che la legge non prevede. Ribadiamo che il patto di cura escludeva l’assistenza indiretta, non quella diretta. L’abuso d’ufficio lo stanno facendo i Comuni, la Regione sta mancando sulla questione del controllo. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali tra Regioni, Asp e Comuni”.